Le famiglie furono censite come naturali cittadini dipendenti dalla Camera Marchesale di Trentola. La rivela fu presentata da: Andrea Maruotto, Angelo Santoro, Antonio Tartaglione, Biase Manno, Carlo di Leva, Carlo di Sivo, Crescenzo Mangiacapra, Domenico Letizia, Eredi del fu Pandonio Santonastaso, Felice Mangiacapara, Francesco Maruotto, Felice Mangiacapra, Gio. Battista Marino, Lorenzo Mangiacapa, Salvatore Silvestro e Carlo Grandiello, queste famiglie di Trentola e Loriano, che avevano esercitato gli usi civici, come lo ius pascendi, legnandi ed altri ancora, fu assegnata la relativa quota di terreno a seguito della Leggi sulla eversità feudale.Cfr. Donato Musone, Storia Civile di Marcianise, pag.17. Ai cittadini della Camera Marchesale di Trentola e Loriano fu assegnato dai Marchesi Alamanni ( 1) di Firenze le quote di terreno.
(1) PER SAPERNE DI PIU’ cfr. internet SIUSA. Luogo: Firenze sec. XIII – 1795. Andrea di Vincenzo Alamanni ottiene i titoli di barone di Loriano e di marchese di Trentola. Il titolo di marchese fu confermato dai motupropri granducali di Giangastone de’ Medici a Vincenzo Maria, di Francesco Stefano di Lorena al figlio.
Il 10 maggio 1751, il cavalier Gian Vincenzo di Raffaello Alamanni ottiene l’ascrizione al patriziato fiorentino. Il 27 dicembre 1751, la ottiene Vincenzo Maria di Andrea Alamanni. Intestazioni:Alamanni, Firenze, sec. XIII – 1795. I figli di Tommaso di Andrea Alamanni (1457-1497) e di Ginevra Ricasoli fecero differenti scelte politiche in un momento di grandi turbolenze nella vita fiorentina. Alamanno (1488-1560), ribelle ai Medici, si trasferì a Roma dove da una donna Antonia ebbe tre figli, Marco, Tommaso e Adriano, poi legittimati nel 1543. Luca (+ 1552), chierico, fu spedalingo degli Innocenti a Firenze e Andrea (1482-1570), filomediceo, collaborò alla costituzione dell’amministrazione cosimiana. Egli ebbe tre mogli e molti figli, fra cui Camilla e Maria, future spose dei fratelli Ludovico e Taddeo di Zanobi Strozzi, e Vincenzo (1536-1590), senatore, membro di varie accademie tra cui la Crusca, che svolse importanti missioni diplomatiche per conto dei granduchi a Venezia, in Francia e infine in Spagna dove morì. Dal matrimonio con Caterina Capponi nacquero vari figli. Tra questi Andrea (1557-1616) che nel 1572 fu nominato erede dalla zia Camilla di Andrea Alamanni, moglie di Lodovico di Zanobi Strozzi; questi,inoltre, sposando nel 1588 Laura di Guglielmo Del Riccio, che portava in dote i feudi di Loriano e Trentola nel Regno di Napoli, aveva ottenuto il titolo marchionale. Un fratello di Andrea, Luca (1559-1622) intraprese la carriera ecclesiastica, fu vescovo di Maçon in Francia nel periodo delle guerre civili e religiose, e tornato in Italia fu governatore nelle Marche e infine vescovo di Volterra(…)
SUL CASTELLO LORIANO: Nicola De Paolis, cfr. Volume gli Uomini Illustri di Marcianise, “cenni storici sul Feudo Loriano: Se ne ha menzione nel 1506 quando ne era Signore il Barone Francesco Brancaccio, perché dalle cronache di quei tempi si rileva che si mise in discordia con la università (cittadinanza) di Marcianise per due motivi: 1) perché volle ostacolare ai Marcianisani la vendita dei loro prodotti al mercato di Loriano (occorre precisare a questo punto che Re Federico di Aragona aveva concesso il mercato a Marcianise nel piazzale di Loriano nella giornata di Mercoledì fin dal 16 Ottobre 1496); 2) perché volle impedire ai Marcianisani di passare per il suo bosco per andare a far legna nel bosco cittadino nella zona di Trentola susseguente. Va precisato che nella zona di Loriano – Trentola vi era un estesissimo bosco, che fu diviso tra naturali di Marcianise con i decreti 21 Dicembre 1811 e 22 Gennaio 1870.
La vertenza sorta tra il Barone Brancaccio e la università di Marcianise fu risolta da un editto del Re Federico e porta la data del 9 Febbraio 1506, riferita innanzi; il testo dell’Editto è il seguente: «Rex Aragonum ac Utriusque Siciliae ecc. Magnifici Viri fideles nobis dilecti Paolo Brancaccio (figlio e successore di Francesco) Barone de Trentula et Loriano, ne ha facto intendere como per la camera dela Summaria sono stati dati multi Decreti in favore del condam. M. Francesco Brancaccio che fosse restituito in la possessione seu quiete del mercato e solito farese in dicti lochi de Trentola ed Loriano: del quale per quilli di Marcianisi era stato ed indebito sposseduto: et supplicatine li volessemo fare exequire, per non mancare ad quello vole la justicia, ne simo stati contentissimi: però Nui haveriamo piacere che dicto Paulo consegnasse dicto mercato senza più litigare, et a quisto effecto siamo restati contenti concedere ad Marcianisi el mercato omne bernedì; pregamove che per amore nostro vogliate telmente operare che la cosa senza più fastidio se termine con haveer dicto Barone el mercato suo solito: etdicti de Marcianise conseguire el mercato per nui li è stato concesso: et de questo ne farrite servitio et piacere grandissimo. Datum in Castello novo Neapolis XXVIII Februarij M. D. VI. Consalvus Ferrantes Dux Terranovae (Canc. 3, fol 33, at. 35). Il Feudo aveva al centro un avito Castello di stile medioevale, con due torri menate ed era circondato da un caratteristico fossato, che opportunamente poteva essere ricolmo di acqua a scopo difensivo. Nell’interno si notavano ampli saloni con porte dorate; del tutto rimane però un malinconico ricordo dei nostri antenati, perché da pochi anni a questa parte, i resti sono stati manomessi, svisati e trasformati in modesti ambienti per abitazioni private.
SUL CASTELLO LORIANO a cura di Tommaso Tartaglione segnaliamo:
Stemma Alamanni Del Riccio: stemma partito per alleanza Matrimoniale, Tratto dal link http://www.tuscany.name/cornucopia/famiglie/alaman.htm
La famiglia
Gli Alamanni erano iscritti al quartiere di S. Spirito, gonfalone Scala. Gli appartenenti a questa famiglia ricoprirono diversi incarichi politici di rilievo: si ricordano 2 Gonfaloni di Giustizia (dal 1354 al 1529), 20 Priori di libertà (dal 1354 al 1529), 6 dei XII Buonuomini (dal 1353 al 1520), 18 dei XVI di Compagnia (dal 1346 al 1528), 10 Senatori del Granducato (dal 1558 al 1719), e 5 Cavalieri di Santo Stefano dal 1572 al 1700.Acquisirono il titolo di Marchesi di Terontola (Trentola) per successione della famiglia Del Riccio. Tra i componenti più importanti di questa famiglia ricordiamo Luigi, che con Jacopo da Diacceto e Zanobi Buondelmonti congiurò contro il cardinale Giulio de’Medici, a seguito della quale furono tutti esiliati in terra straniera A Firenze lo stemma degli Alamanni è visibile nella chiesa del Carmine, presso la cappella Brancacci.Nel 1726 ereditarono dai Del Riccio un palazzo situato in via Tornabuoni (n°9). Nel contado
Nella podesteria del Pontassieve gli Alamanni … avevano case e terreni nella zona di .
Degli Alamanni fu anche la villa il Trebbio, a Pisignano di San Casciano Val di Pesa.
Tratto dal link http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?Chiave=28161&TipoPag=prodfamiglia
Alamanni Luogo: Firenzesec. XIII – 1795 Andrea di Vincenzo Alamanni ottiene i titoli di barone di Loriano e di marchese di Trentola. Il titolo di marchese fu confermato dai motupropri granducali di Giangastone de’ Medici a Vincenzo Maria, di Francesco Stefano di Lorena al figlio.Il 10 maggio 1751, il cavalier Gian Vincenzo di Raffaello Alamanni ottiene l’ascrizione al patriziato fiorentino. Il 27 dicembre 1751, la ottiene Vincenzo Maria di Andrea Alamanni.Figli di Andrea furono Caterina sposata Bentivoglio, Giovanna sposata Spini, Francesco (1597-1629) commissario di Pistoia e di Pisa e senatore nel 1649, Alessandro (1600-1678), provveditore di Livorno e senatore nel 1653, e Vincenzo (1595-1630) destinato a dare seguito alla famiglia, con la moglie Maddalena di Bernardino Capponi. Il figlio Andrea (1625-1681), primo marchese di Trentola, sposò Claudia Coppoli ed ebbe Vincenzo Maria, marito di Maddalena Popoleschi e padre di Andrea Maria (1697-1753), uomo di lettere e socio di varie accademie tra cui la Crusca, che sposò nel 1734 Maria Maddalena dei baroni Del Nero. Il figlio Vincenzo Maria (1734-1795), marito di Lucrezia Pecori, ereditò i beni delle cugine Alamanni di Raffaello di Francesco, ma fu l’ultimo della sua famiglia. Egli lasciò erede la figlia Maria Maddalena (1768-1848), moglie di Pierfilippo Uguccioni, che a sua volta chiamò all’eredità Rodolfo Niccolini Sirigatti e suo figlio Luigi.
Arme: “Trinciato d’argento e d’azzurro, alla banda dell’uno all’altro”.
Albero genealogico:
Gli Alamanni, presenti a Firenze sin dal XIII secolo, si divisero in tre rami principali.
I due rami maggiori della famiglia, discendenti da Andrea di Francesco, si sono entrambi estinti nel corso del XVIII secolo. Il primo, di Giovanni di Andrea, si è spento con il capitano Francesco (+ 1774) marito di Maria Maddalena Serzelli (+ 1807) e con il fratello, cavaliere Gian Vincenzo (+ 1760), marito di Anna Maria Buondelmonti (+ 1777). Il secondo, di Tommaso di Andrea, i cui discendenti ottennero il marchesato a partire da Vincenzo Maria di Andrea, si estinse con Vincenzo Maria (+ 1795), marito di Lucrezia Pecori (+ 1828), e con sua figlia Maria Maddalena (1768-1848), moglie di Pier Filippo Uguccioni.
Per saperne di più:
Blasoni delle famiglie toscane descritte nella Raccolta Ceramelli Papiani
Complessi archivistici prodotti:
Alamanni, famiglia (fondo)
Alessandri degli, famiglia (fondo)
Strozzi Alamanni, corrispondenza (fondo)
Fonti:
ASFi, Ceramelli Papiani, n. 34
ASFi, Deputazione sopra la nobiltà e la cittadinanza, n. I, 1-2
ASFi, Raccolta Sebregondi, n. 34
Bibliografia:
AGLIETTI MARCELLA, Le tre nobiltà. La legislazione del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, ETS, 2000, 212
Archivi dell’aristocrazia fiorentina. Mostra di documenti privati restaurati a cura della Soprintendenza Archivistica per la Toscana tra il 1975 e il 1989, catalogo della mostra, Firenze, Acta, 1989, 57-82
CASINI BRUNO, I “Libri d’oro” della nobiltà fiorentina e fiesolana, Firenze, Arnaud, 1993, 21
Redazione e revisione:
Insabato Elisabetta, 5 marzo 2006, revisione
Romanelli Rita, 2005/09/17, prima redazione
Romanelli Rita, 2011/12/18, rielaborazione
Altro stemma http://www.castellodilari.it/italiano/scheda_vicari.php?id=412
Notizie sui Del Riccio di Firenze dal sito della Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/del-riccio-baldi-pietro_(Dizionario-Biografico)/ Qui lo stemma Del Riccio nella chiesa di Santo Spirito in firenze:http://www.google.it/imgres?=santo+spirito+del+riccio&um=1&hl=it&sa=N&qscrl=1&nord=1&rlz=1T4ADFA_itIT401IT401&biw=1366&bih=513&tbm=isch&tbnid=vjLWUKtcSCiKFM:&imgrefurl=http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Santo_spirito,_esterno,_stemma_del_riccio.JPG&docid=ewqikuF0zUL0rM&itg=1&imgurl=http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/22/Santo_spirito,_esterno,_stemma_del_riccio.JPG&w=780&h=852&ei=as1pT-y2DMPgtQbnvqyLCA&zoom=1&iact=rc&dur=269&sig=104121047692091826241&page=1&tbnh=148&tbnw=140&start=0&ndsp=14&ved=1t:429,r:0,s:0&tx=80&ty=32
Colori dello stemma Del Riccio di Firenze: http://www.archiviodistato.firenze.it/ceramellipapiani2/index.php?page=Famiglia&id=6359&PHPSESSID=pienieqcnnnsv3296nnrmbeq10

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